Se con la mostra personale, “Amare non mi sazia”, e soprattutto col libro, “Poesia malata”, ho puntato a colpire il pubblico scuotendolo tra dolore, vergogna, paura, memoria e ferite aperte, con “Mangiata viva” desideravo raccontare le stesse tematiche di fame, amore, morte e salute mentale facendo ridere.
Per poco meno di un anno ho studiato così stand up per arrivare preparata a sostenere due ore di show al Salone14 di Milano, che per chi conosce l’ambiente comico milanese, è uno dei centri nevralgici più attivi e noti. A introdurmi lo stand up comedian, nonché mio professore, Saso Zappia.
Vi lascio a un breve estratto di 15 minuti uscito su Artribune TV e allo stesso magazine ho rilasciato una dichiarazione in merito insieme a un brillante articolo:Artribune
Se siete curiosi di vedere altro, sul mio profilo Instagram (@reverie_erv ) troverete altri brevi estratti, girati sempre dal videomaker Dimitri Buyaka. Come ogni mia performance, di qualsiasi genere e natura sia, io non replico mai. Solo i presenti potranno sapere e conoscere le riflessioni e le risate più intense e personali e sciogliere veramente l’interrogativo: perché ho costruito una cintura di castità? Quello che dico alla fine dei 15 minuti dell’estratto è solo l’inizio della riflessione, mi spiace, dovevate esserci.
Ho deciso che continuerò con la stand up che, per quanto non sia Arte, rappresenta un linguaggio molto attuale per poter parlare di tematiche intense e importanti oggi.
Non ho intenzione infatti di far ridere per cliché ma di scrivere battute su tematiche forti e in chiave personali: sembreranno solo volgari ai più, mentre alcuni capiranno davvero la critica sociale che desidero sempre portare alla luce.